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Fondazione Smith Kline

 

Ascesa della pseudo-medicina e salute del cervello

05.02.2019

La popolazione statunitense sta invecchiando, e con essa c'è una crescente prevalenza della malattia di Alzheimer, che manca però di approcci efficaci per la prevenzione o per una cura.

Molte persone sono preoccupate dallo sviluppo di cambiamenti cognitivi e demenza. Con una quantità crescente di informazioni facilmente accessibili, le persone cercano e trovano in modo indipendente materiale sugli interventi di salute del cervello, sebbene non tutte le fonti contengano informazioni mediche di qualità.

Questo panorama di trattamenti limitati per la demenza, la preoccupazione per il morbo di Alzheimer e l'ampio accesso alle informazioni, hanno portato un preoccupante aumento della cosiddetta "pseudo-medicina".

La pseudo-medicina si riferisce principalmente agli integratori alimentari e a interventi medici che pur esistendo all'interno del perimetro della legge, sono spesso promossi come trattamenti scientificamente supportati, ma in realtà mancano dati di efficacia credibili. I professionisti della pseudo-medicina spesso fanno appello a problemi di salute, promuovono la testimonianza individuale come fatto inconfutabile, sostengono terapie non provate e ottengono lauti guadagni finanziari.

Nel caso della malattia neurodegenerativa, l'esempio più comune di pseudo-medicina è quello legato alla promozione di integratori alimentari per migliorare la cognizione e la salute del cervello. Questo settore da 3,2 miliardi di dollari, promuove la salute del cervello grazie alla pubblicità ad alta penetrazione rivolta ai consumatori attraverso carta stampata, radio, televisione e internet. Nessun supplemento dietetico noto previene il declino cognitivo o la demenza, tuttavia gli integratori pubblicizzati come tali sono ampiamente disponibili e sembrano guadagnare legittimità ed è distribuita dai maggiori rivenditori statunitensi. I consumatori sono spesso inconsapevoli del fatto che gli integratori alimentari non sono sottoposti a test del FDA (Food and Drug Administration) statunitense per la sicurezza o la revisione per l'efficacia del medicinali. In effetti, gli integratori possono causare danni, come è stato dimostrato con vitamina E, che può aumentare il rischio di ictus emorragico e, in alte dosi, aumentare il rischio di morte. L'Associazione Alzheimer evidenzia queste preoccupazioni, sottolineando che molti di questi prodotti sono promossi dalle testimonianze, piuttosto che dalla scienza.

Questi integratori destinati alla salute del cervello possono essere molto costosi, e il loro impatto in contesti clinici, può sottrarre il tempo prezioso necessario, per i medici e i pazienti, per utilizzare altri e più appropriati interventi sanitari.

» The Rise of Pseudomedicine for Dementia and Brain Health

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